Le allergie sono in costante aumento in tutto il mondo. Negli ultimi decenni sono cresciuti i casi di dermatite atopica, asma, rinite allergica e allergie alimentari, soprattutto nei bambini.
Tradizionalmente questo fenomeno è stato attribuito all’inquinamento, alla predisposizione genetica e alle modificazioni dello stile di vita. Tuttavia, oggi sappiamo che anche la nutrizione rappresenta uno dei fattori chiave.
Il nostro sistema immunitario, infatti, necessita di vitamine, minerali e proteine per funzionare correttamente. Quando questi nutrienti sono carenti, le difese immunitarie cambiano comportamento e diventano maggiormente predisposte a sviluppare risposte allergiche.
La malnutrizione non significa solo essere sottopeso
Quando si sente parlare di malnutrizione si immaginano persone molto magre o denutrite. In realtà il concetto è molto più ampio.
Una persona può essere in sovrappeso o addirittura obesa e presentare comunque importanti carenze di vitamine e minerali.
La malnutrizione comprende infatti:
- carenza di proteine;
- insufficiente apporto di vitamine;
- deficit di minerali come ferro e zinco;
- alimentazione poco varia e povera di alimenti di qualità.
Anche infiammazioni croniche, malattie intestinali e diete troppo restrittive possono provocare deficit nutrizionali.
Come la carenza di nutrienti modifica il sistema immunitario
Il sistema immunitario è formato da cellule che comunicano continuamente tra loro.
Quando l’organismo riceve un adeguato apporto di nutrienti mantiene un equilibrio tra le diverse componenti immunitarie.
In presenza di carenze nutrizionali questo equilibrio si altera.
Le cellule che normalmente proteggono da virus e batteri diminuiscono di efficienza, mentre aumenta l’attività delle cellule coinvolte nelle reazioni allergiche.
Si sviluppa così una risposta immunitaria definita Th2, caratterizzata da:
- aumento delle IgE;
- maggiore attivazione dei mastociti;
- incremento degli eosinofili;
- maggiore produzione di sostanze infiammatorie responsabili dei sintomi allergici.
Il ruolo fondamentale del ferro
Il ferro è conosciuto soprattutto per il suo ruolo nella prevenzione dell’anemia, ma svolge anche numerose funzioni immunitarie.
Una sua carenza determina:
- ridotta attività dei linfociti;
- minore capacità di eliminare virus e batteri;
- maggiore produzione di IgE;
- aumento dell’infiammazione allergica.
Numerosi studi hanno osservato che persone con dermatite atopica, rinite allergica, orticaria e asma presentano frequentemente bassi livelli di ferro.
Inoltre, durante l’infiammazione cronica, l’organismo tende a trattenere il ferro nei depositi rendendolo meno disponibile alle cellule immunitarie. Questo fenomeno prende il nome di immunità nutrizionale e può aggravare ulteriormente il deficit.
Anche la vitamina A è indispensabile
La vitamina A svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento delle mucose e delle barriere naturali dell’organismo.
Quando è carente:
- aumenta la permeabilità intestinale;
- la barriera cutanea diventa più fragile;
- diminuisce la produzione delle cellule regolatorie che tengono sotto controllo le reazioni immunitarie;
- aumenta la risposta allergica.
Una carenza di vitamina A è stata associata a maggiore rischio di dermatite atopica, rinite allergica e asma.
Le proteine non servono solo ai muscoli
Le proteine rappresentano il materiale di costruzione degli anticorpi, delle cellule immunitarie e di numerose molecole coinvolte nella risposta immunitaria.
Una dieta povera di proteine può determinare:
- riduzione delle difese immunitarie;
- alterazione dello sviluppo del timo, organo fondamentale per la maturazione dei linfociti T;
- maggiore predisposizione alle risposte allergiche.
Anche altri micronutrienti sono importanti
La review sottolinea l’importanza di numerosi altri nutrienti.
Tra questi:
- zinco;
- magnesio;
- vitamina D;
- vitamina C;
- vitamine del gruppo B.
Ognuno contribuisce al corretto funzionamento del sistema immunitario e alla regolazione dell’infiammazione.
Le allergie possono favorire la malnutrizione
Il rapporto tra nutrizione e allergie è bidirezionale.
Chi soffre di allergie alimentari elimina spesso molti alimenti dalla propria dieta.
Se queste esclusioni non vengono pianificate da un professionista possono comparire deficit nutrizionali anche importanti.
Nei bambini con allergie alimentari sono stati osservati più frequentemente:
- rallentamento della crescita;
- basso peso;
- deficit di ferro;
- carenza di vitamina A;
- insufficiente apporto proteico.
Per questo motivo ogni dieta di esclusione dovrebbe essere personalizzata e monitorata nel tempo.
Gli alimenti associati a un minor rischio di allergie
L’analisi della letteratura mostra che un’alimentazione varia e ricca di alimenti naturali sembra avere un effetto protettivo.
Tra gli alimenti maggiormente associati a una riduzione del rischio di allergie troviamo:
- latte e derivati;
- proteine del siero del latte;
- yogurt;
- pesce;
- frutta fresca;
- verdura;
- frutta a guscio;
- carne di buona qualità.
Anche alcuni studi hanno mostrato benefici derivanti dall’impiego di probiotici, soprattutto nei bambini con dermatite atopica.
Naturalmente questi alimenti devono essere consumati solo se non esiste una diagnosi di allergia specifica nei loro confronti.
È utile assumere integratori?
Gli autori evidenziano che la supplementazione può essere utile quando esiste una reale carenza documentata.
In particolare:
- correggere il deficit di ferro può migliorare alcuni sintomi allergici;
- integrare la vitamina A nei soggetti carenti contribuisce a ristabilire una corretta funzione immunitaria;
- in alcuni studi latte fortificato con vitamine, minerali e prebiotici ha ridotto la comparsa di manifestazioni allergiche nei bambini.
Gli integratori, tuttavia, non sostituiscono una dieta equilibrata e dovrebbero essere utilizzati solo dopo una valutazione professionale.
Le conclusioni
Questa importante revisione scientifica evidenzia come la nutrizione rappresenti uno degli strumenti più efficaci nella prevenzione e nella gestione delle malattie allergiche.
Non basta quindi limitarsi a evitare gli allergeni: è altrettanto importante assicurarsi che l’organismo riceva tutti i nutrienti necessari per mantenere efficiente il sistema immunitario.
Una dieta varia, ricca di alimenti freschi e poco processati, associata alla correzione di eventuali carenze nutrizionali, può contribuire a ridurre il rischio di sviluppare allergie e migliorare il controllo di quelle già presenti.
Come biologo nutrizionista, la valutazione dello stato nutrizionale rappresenta un passaggio fondamentale nella presa in carico del paziente allergico, soprattutto quando sono presenti esclusioni alimentari, disturbi intestinali o patologie infiammatorie croniche.
Riferimento scientifico
Vassilopoulou E, Venter C, Roth-Walter F. Malnutrition and Allergies: Tipping the Immune Balance towards Health. Journal of Clinical Medicine. 2024;13(16):4713. doi:10.3390/jcm13164713.

