Negli ultimi anni sempre più persone con sclerosi multipla (SM) si chiedono se l’alimentazione possa influenzare l’andamento della malattia. Digiuno, dieta chetogenica, dieta anti-infiammatoria: le proposte sono tante, ma le prove scientifiche sono spesso poco chiare.
Nel 2025 è stato pubblicato su BMC Nutrition uno dei più ampi studi clinici mai condotti su questo tema. Vediamo cosa ha scoperto e cosa possiamo davvero imparare.
Lo studio: di cosa si tratta?
Lo studio, chiamato NAMS (Nutritional Approaches in Multiple Sclerosis), ha coinvolto 105 persone con sclerosi multipla recidivante-remittente, seguite per 18 mesi.
I partecipanti sono stati divisi in tre gruppi, ognuno con un diverso approccio alimentare:
1. Dieta standard sana (SD)
- Basata sulle linee guida nutrizionali ufficiali tedesche
- Prevalentemente vegetale
- Attenzione ai grassi “buoni” (omega-3)
- Nessuna restrizione calorica
2. Dieta di digiuno (FD)
- Digiuno di 7 giorni ogni 6 mesi
- Nei periodi intermedi: alimentazione a tempo limitato (si mangia solo in una finestra oraria)
- Alimentazione sana simile alla dieta standard negli altri giorni
3. Dieta chetogenica (KD)
- Forte riduzione dei carboidrati (20–40 g al giorno)
- Aumento dei grassi
- Induzione della chetosi, monitorata con esami del sangue
Tutti i partecipanti erano seguiti da medici e nutrizionisti e la sicurezza delle diete è stata attentamente controllata.
Qual era l’obiettivo principale?
L’obiettivo principale dello studio era capire se una di queste diete fosse in grado di ridurre l’attività della malattia, misurata attraverso:
- nuove lesioni cerebrali alla risonanza magnetica (MRI)
Il risultato più importante
👉 Nessuna delle tre diete ha mostrato un vantaggio rispetto alle altre nel ridurre le nuove lesioni cerebrali.
In altre parole:
- nessuna dieta è risultata “superiore”
- la malattia è rimasta stabile in tutti i gruppi
Questo è un dato molto importante, soprattutto considerando che i partecipanti avevano avuto attività di malattia nei due anni precedenti.
Allora le diete non servono?
Non è così semplice. Anche se l’obiettivo principale non è stato raggiunto, lo studio ha mostrato benefici rilevanti, soprattutto su aspetti spesso trascurati ma fondamentali per la qualità di vita.
Benefici osservati
🧠 Funzioni cognitive
- Chi seguiva la dieta chetogenica ha mostrato un miglioramento della velocità di elaborazione mentale
- Questo miglioramento è considerato clinicamente rilevante
🙂 Umore e benessere psicologico
- Chi seguiva la dieta di digiuno ha avuto una riduzione dei sintomi depressivi
- Il miglioramento è stato maggiore rispetto alla dieta standard
❤️ Salute metabolica
In tutti e tre i gruppi si sono osservati:
- riduzione del peso corporeo
- miglioramento dei valori di colesterolo e trigliceridi
- riduzione della pressione arteriosa
- miglioramento di marcatori legati all’infiammazione
Questi aspetti sono molto importanti perché i problemi metabolici possono influenzare negativamente l’andamento della SM nel lungo periodo.
Un punto chiave: la dieta “standard” era già molto sana
Un aspetto fondamentale da capire è che la dieta di confronto non era una dieta occidentale comune.
Era:
- equilibrata
- anti-infiammatoria
- seguita con supporto professionale
- priva di carenze nutrizionali
Questo probabilmente spiega perché tutti i gruppi hanno avuto risultati simili sulla stabilità della malattia.
Cosa significa davvero questo studio?
Il messaggio più solido che emerge è questo:
Non esiste una “dieta miracolosa” per la sclerosi multipla, ma un’alimentazione sana, strutturata e nutrizionalmente completa può contribuire alla stabilità della malattia e al benessere generale.
Le diete più restrittive (come digiuno e chetogenica):
- non sono indispensabili per tutti
- possono però offrire benefici specifici (cognizione, umore) in alcune persone
Le diete sono sicure?
Sì. Nello studio:
- tutte le diete sono risultate sicure
- non sono emerse carenze nutrizionali significative
- gli effetti collaterali sono stati lievi e temporanei
Tuttavia:
- la dieta chetogenica è risultata più difficile da seguire nel lungo periodo
- la dieta di digiuno ha avuto una migliore adesione
Conclusione
Questo studio rafforza un concetto chiave spesso dimenticato:
👉 Nella sclerosi multipla conta più la qualità complessiva dell’alimentazione che il nome della dieta.
Una dieta:
- sana
- equilibrata
- anti-infiammatoria
- seguita nel tempo
- senza carenze nutrizionali
può rappresentare un importante supporto alla terapia farmacologica, migliorando salute generale, energia mentale e qualità di vita.
Riferimento scientifico
Bahr LS, Bellmann-Strobl J, et al.
Fasting, ketogenic, and anti-inflammatory diets in multiple sclerosis: a randomized controlled trial with 18-month follow-up.
BMC Nutrition. 2025;11:167.
DOI: 10.1186/s40795-025-01156-5

