Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte nel mondo e, spesso, vengono percepite come un problema prevalentemente maschile. In realtà, colpiscono anche le donne in maniera significativa. Una recente revisione scientifica ha messo in evidenza come l’attività fisica – o, al contrario, l’inattività – influenzi in modo decisivo il rischio cardiovascolare femminile durante tutte le fasi della vita: dall’infanzia all’età avanzata.


Un divario di genere che pesa sul cuore

Le donne risultano meno attive degli uomini in tutte le fasce d’età. Questo divario inizia già nell’adolescenza e porta con sé effetti negativi a breve e lungo termine. La sedentarietà si traduce in un aumento del rischio di obesità, diabete, ipertensione e mortalità cardiovascolare.


I benefici del movimento

Fare attività fisica regolare apporta vantaggi tangibili:

  • riduce i principali fattori di rischio metabolici e cardiovascolari;
  • migliora la salute mentale, contrastando ansia, depressione e insonnia;
  • rafforza ossa e muscoli, favorendo un invecchiamento più attivo;
  • contribuisce a una migliore qualità della vita.

Secondo le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, bastano 150–300 minuti a settimana di attività moderata (come camminata veloce o bicicletta) oppure 75–150 minuti di attività vigorosa (come corsa o sport intensi), da integrare con esercizi di forza.


Ogni fase della vita, un’opportunità

  • Infanzia e adolescenza: il movimento sostiene lo sviluppo fisico e cognitivo, ma le ragazze tendono a essere meno attive dei coetanei maschi.
  • Gravidanza: l’attività fisica riduce complicanze come diabete e ipertensione gestazionale, migliorando anche la salute del neonato.
  • Menopausa: l’attività aiuta a contrastare l’aumento di rischio cardiovascolare legato alla diminuzione degli estrogeni e sostiene la massa ossea e cognitiva.
  • Età avanzata: anche un’attività leggera contribuisce a ridurre mortalità e disabilità, con effetti positivi sull’umore e sull’autonomia.

Le barriere che frenano le donne

Molte donne incontrano ostacoli nel praticare sport o movimento: mancanza di tempo, risorse economiche limitate, stereotipi culturali e scarsa autostima. Anche la pandemia di COVID-19 ha aggravato la sedentarietà e i disturbi psicologici, colpendo in particolare la popolazione femminile.


La strada da percorrere

Per colmare il divario di genere e promuovere la salute del cuore delle donne è necessario:

  • rendere l’attività fisica accessibile e inclusiva, già a partire dalle scuole;
  • incoraggiare programmi personalizzati nelle diverse fasi della vita;
  • diffondere una cultura che valorizzi il ruolo dello sport anche nell’universo femminile.

Conclusione

L’inattività fisica è un’emergenza di salute pubblica che grava in modo particolare sulle donne. Muoversi, invece, è un investimento a lungo termine: riduce il rischio di malattie cardiovascolari, migliora la qualità della vita e rappresenta un alleato prezioso per la salute in ogni fase della vita.

Il cuore delle donne ha bisogno di movimento.