Considerazioni pratiche di un panel di esperti sulla restrizione proteica e le diete a base vegetale nella malattia renale cronica
(Torreggiani et al., 2025; Nutrients, 17(2002))


🧩 Contesto e obiettivi

Un gruppo europeo di nefrologi e dietisti ha elaborato una revisione narrativa con l’obiettivo di offrire raccomandazioni pratiche per la gestione nutrizionale della malattia renale cronica (CKD), focalizzandosi su:

  • Diete ipoproteiche (LPD) e molto ipoproteiche (sVLPD)
  • Diete a base vegetale
  • Prevenire carenze nutrizionali e malnutrizione (PEW)
  • Conciliare le linee guida KDOQI 2020 e KDIGO 2024

Nutrizione Renale

🥦 Punti chiave e raccomandazioni

1. Restrizione proteica

  • LPD: 0,6 g proteine/kg/die
  • sVLPD: 0,3–0,4 g proteine/kg/die + supplementi di aminoacidi e ketoacidi
  • Entrambe rallentano la progressione della CKD e differiscono l’inizio di dialisi.
  • Personalizzare la dose proteica e monitorare regolarmente lo stato nutrizionale per evitare PEW.

2. Fonti proteiche: animali vs vegetali

  • Con apporto energetico adeguato e integrazione, proteine vegetali equivalgono a quelle animali.
  • Le diete plant-based aiutano a ridurre acidosi metabolica, disbiosi intestinale e carico di fosforo.
  • Integrare vitamine (B12, D) e minerali (zinco, iodio, calcio) per prevenire deficit.

3. Potassio

  • Il potassio di origine vegetale è meno biodisponibile rispetto a quello degli alimenti animali.
  • Nei pazienti con iperkaliemia, non sempre è necessario vietare le verdure: si possono usare leganti del potassio per mantenere una dieta ricca di fibre.

4. Fosforo

  • Il fosforo organico nei vegetali ha un tasso di assorbimento del 20–40%, inferiore a quello animale o da additivi (>90%).
  • Evitare alimenti ultra-processati (UPF), spesso ricchi di fosforo nascosto e additivi.

5. Peso corporeo e BMI

  • Calcolare il fabbisogno proteico in base al peso ideale; per i pazienti obesi usare un peso corretto.
  • Adattare il piano nutrizionale in caso di obesità o fragilità.

6. Apporto energetico

  • Raccomandato: 25–35 kcal/kg/die
  • Garantire apporto calorico sufficiente per prevenire la malnutrizione e supportare diete ipoproteiche.

7. Supplementazione con KA ed EAA

  • In sVLPD: 1 compressa di ketoacidi/aminoacidi ogni 5 kg di peso corporeo.
  • In LPD: dose ridotta, ad esempio 1 compressa ogni 8–10 kg.

8. Cibi ultra-processati

  • Gli UPF contengono eccesso di sodio, zuccheri e additivi e sono poveri di nutrienti.
  • Insegnare ai pazienti a leggere le etichette e preferire alimenti freschi.

9. Educazione e counseling

  • Un percorso nutrizionale personalizzato favorisce la compliance.
  • Coinvolgere caregiver e offrire esempi pratici, ricette e materiale informativo.

10. Monitoraggio

  • Screening regolari di:
    • Stato nutrizionale
    • Elettroliti (sodio, potassio, fosforo)
    • Livelli vitaminici
    • Marker di infiammazione (PCR)
    • Emocromo per anemia
  • Incrementare la frequenza di controllo nelle fasi avanzate di CKD.

📌 Conclusione

La nutrizione nei pazienti con malattia renale cronica deve essere individualizzata, multidisciplinare e basata su evidenze. Con un attento monitoraggio e la giusta supplementazione, anche le diete plant-based molto ipoproteiche risultano sicure ed efficaci. Le future linee guida dovranno colmare le lacune e includere popolazioni come anziani, diabetici e obesi.


🔗 Leggi l’articolo completo: https://doi.org/10.3390/nu17122002