Quando un integratore può trasformare un atleta onesto in un “dopato”

Negli ultimi anni l’utilizzo di integratori alimentari è diventato sempre più comune tra sportivi professionisti e amatori. Proteine in polvere, aminoacidi, creatina, vitamine e altri prodotti vengono utilizzati per migliorare il recupero, sostenere gli allenamenti e ottimizzare le prestazioni.

Tuttavia, dietro alcuni di questi prodotti si nasconde un problema poco conosciuto ma estremamente serio: la contaminazione o adulterazione con sostanze dopanti, in particolare steroidi anabolizzanti e proormoni non dichiarati in etichetta.

Questa situazione può trasformare un atleta assolutamente ignaro in un soggetto positivo ai controlli antidoping, con conseguenze devastanti per la carriera sportiva, la reputazione e la salute.

Perché alcuni integratori vengono adulterati?

Secondo gli autori della recente revisione scientifica pubblicata sulla rivista Nutrients, alcuni produttori senza scrupoli aggiungono illegalmente steroidi anabolizzanti ai loro prodotti per ottenere risultati più evidenti e rapidi nei consumatori.

L’obiettivo è semplice: far credere che il prodotto sia particolarmente efficace nell’aumentare massa muscolare, forza e performance sportive.

Dal punto di vista commerciale, un consumatore che vede risultati rapidi è più portato a continuare l’acquisto e a consigliare il prodotto ad altri.

Il problema è che queste sostanze spesso non vengono dichiarate in etichetta.

Un fenomeno più diffuso di quanto si pensi

Numerosi studi hanno evidenziato la presenza di sostanze proibite in integratori destinati agli sportivi.

In alcune ricerche, oltre il 50% dei prodotti analizzati conteneva contaminanti appartenenti alla categoria degli steroidi anabolizzanti o dei proormoni.

Tra le sostanze più frequentemente individuate figurano:

  • Testosterone e suoi derivati
  • Deidroepiandrosterone (DHEA)
  • Androstenedione
  • Androstenediolo
  • Altri steroidi sintetici

Molti di questi prodotti sono acquistabili online attraverso canali poco controllati o provenienti dal mercato nero.

Il doping involontario: quando l’atleta è una vittima

Uno degli aspetti più importanti evidenziati dagli autori riguarda il cosiddetto “doping involontario”.

L’atleta assume un integratore convinto che si tratti di un semplice prodotto nutrizionale, ma in realtà introduce nel proprio organismo sostanze proibite.

Quando viene effettuato un controllo antidoping, il risultato può essere positivo.

Secondo le regole dell’antidoping internazionale, però, la responsabilità ricade comunque sull’atleta.

In altre parole, non sapere che il prodotto fosse contaminato non rappresenta una giustificazione sufficiente.

Questo può comportare:

  • Squalifiche sportive
  • Annullamento dei risultati ottenuti
  • Perdita di sponsorizzazioni
  • Danni alla reputazione
  • Fine della carriera agonistica

Per questo motivo gli autori sottolineano l’importanza di scegliere soltanto integratori certificati e consigliati da professionisti qualificati.

Perché gli steroidi sono così attraenti?

Il testosterone e gli steroidi anabolizzanti derivati sono sostanze in grado di:

  • Aumentare la massa muscolare
  • Incrementare la forza
  • Favorire il recupero
  • Stimolare la produzione di globuli rossi
  • Migliorare alcune prestazioni sportive

Questi effetti spiegano perché da decenni siano utilizzati illegalmente in molte discipline sportive.

Tuttavia, gli stessi benefici sono accompagnati da numerosi rischi per la salute.

Gli effetti collaterali degli steroidi

L’abuso di steroidi anabolizzanti può provocare:

Negli uomini

  • Infertilità
  • Riduzione della produzione naturale di testosterone
  • Ginecomastia (sviluppo del seno maschile)
  • Disfunzione sessuale
  • Acne severa

Nelle donne

  • Approfondimento della voce
  • Crescita eccessiva dei peli
  • Alterazioni del ciclo mestruale
  • Riduzione del volume mammario
  • Mascolinizzazione

In entrambi i sessi

  • Problemi cardiovascolari
  • Aumento della pressione arteriosa
  • Alterazioni del colesterolo
  • Danni al fegato
  • Disturbi psicologici
  • Aggressività
  • Dipendenza

Le strategie utilizzate da chi si dopa

L’articolo descrive anche le tecniche utilizzate dagli atleti che assumono intenzionalmente steroidi.

Tra le più diffuse troviamo:

Cycling

Periodi di assunzione alternati a periodi di sospensione.

Stacking

Associazione contemporanea di diversi steroidi.

Blast and Cruise

Alternanza di dosi molto elevate con dosi di mantenimento.

Post Cycle Therapy (PCT)

Uso di farmaci per cercare di ripristinare la produzione naturale di testosterone dopo la sospensione degli steroidi.

Queste strategie non hanno solide basi scientifiche e spesso aumentano ulteriormente i rischi per la salute.

Come funzionano i controlli antidoping

Per individuare l’uso di steroidi vengono utilizzate tecniche di laboratorio estremamente sofisticate.

I controlli si basano principalmente sull’analisi delle urine e comprendono:

  • Misurazione del testosterone
  • Misurazione dell’epitestosterone
  • Valutazione del rapporto Testosterone/Epitestosterone (T/E)
  • Analisi dei metaboliti degli steroidi
  • Spettrometria di massa
  • Analisi isotopica del carbonio
  • Passaporto Biologico dell’Atleta (Athlete Biological Passport)

Questi strumenti consentono di distinguere, nella maggior parte dei casi, il testosterone prodotto naturalmente dall’organismo da quello introdotto dall’esterno.

I tentativi di mascherare il doping

Chi utilizza steroidi spesso cerca di eludere i controlli antidoping attraverso sostanze chiamate “agenti mascheranti”.

Tra quelli descritti nell’articolo troviamo:

  • DHEA
  • Diidrotestosterone (DHT)
  • Gonadotropina corionica umana (HCG)
  • Ormone luteinizzante (LH)
  • Finasteride
  • Dutasteride
  • Probenecid
  • Diuretici
  • Ketoconazolo
  • Miconazolo

Alcuni di questi farmaci modificano il metabolismo del testosterone, altri ne riducono l’eliminazione urinaria o alterano temporaneamente i parametri utilizzati nei controlli.

Per contrastare queste pratiche, le agenzie antidoping effettuano oggi controlli sempre più approfonditi.

Il futuro della lotta al doping

Secondo gli autori, le tecniche di identificazione dovranno continuare a evolversi.

Tra le strategie più promettenti figurano:

  • Studio dei microRNA associati all’uso di steroidi
  • Analisi genetiche individuali
  • Intelligenza artificiale applicata al Passaporto Biologico
  • Nuovi biomarcatori in grado di rilevare il danno biologico provocato dagli steroidi

L’obiettivo è identificare con maggiore precisione sia chi si dopa volontariamente sia chi rischia di essere vittima di prodotti contaminati.

Conclusioni

Gli integratori alimentari possono rappresentare un valido supporto per l’attività sportiva, ma non tutti i prodotti presenti sul mercato sono sicuri.

La contaminazione con steroidi anabolizzanti è un fenomeno reale che può avere conseguenze molto gravi sia sulla salute sia sulla carriera sportiva.

Per questo motivo è fondamentale:

  • Acquistare prodotti da aziende affidabili;
  • Utilizzare integratori certificati;
  • Consultare medici e nutrizionisti qualificati;
  • Diffidare di prodotti che promettono risultati rapidi e straordinari;
  • Verificare sempre la conformità alle normative antidoping.

La prevenzione rimane il modo migliore per proteggere sia la salute dell’atleta sia l’integrità dello sport.

Riferimento bibliografico

Puscasiu D., Flangea C., Vlad D., Popescu R., Vlad C.S., Barac S., Rata A.L., Marina C., Cobec I.M., Laitin S.M.D. Adulteration of Sports Supplements with Anabolic Steroids—From Innocent Athlete to Vicious Cheater. Nutrients. 2025;17(19):3146. DOI: 10.3390/nu17193146.