Quando parliamo di crescita e sviluppo dei bambini pensiamo soprattutto a genetica, alimentazione, attività fisica e ormoni. Negli ultimi anni, però, la ricerca scientifica ha iniziato a mettere in evidenza un altro possibile protagonista: il microbiota intestinale.
Il microbiota, cioè l’insieme dei microrganismi che vivono nel nostro intestino, non sembra infatti occuparsi soltanto della digestione. È coinvolto nella regolazione del sistema immunitario, nel metabolismo dei nutrienti e nella produzione di numerose sostanze che possono agire anche a distanza dall’intestino.
Una recente review pubblicata sul Journal of Advanced Research ha analizzato proprio il rapporto tra microbiota intestinale e sviluppo scheletrico, con particolare attenzione ai meccanismi attraverso i quali i batteri intestinali potrebbero influenzare la crescita delle ossa.
Gli autori definiscono questo sistema di comunicazione “asse intestino-osso” (gut-bone axis).
Perché il microbiota potrebbe influenzare la crescita delle ossa?
Lo sviluppo dello scheletro è un processo molto complesso che inizia già durante la vita embrionale e continua fino alla maturazione scheletrica durante l’adolescenza.
Durante l’infanzia e l’adolescenza, le cartilagini di accrescimento presenti alle estremità delle ossa lunghe permettono l’allungamento dello scheletro. Perché questo processo avvenga correttamente sono necessari numerosi fattori: nutrienti, ormoni, fattori di crescita, sistema immunitario e una corretta attività delle cellule che formano e rimodellano il tessuto osseo.
Il microbiota potrebbe inserirsi proprio all’interno di questa complessa rete di regolazione.
Gli autori della review descrivono infatti diversi possibili collegamenti tra intestino e scheletro:
- asse intestino-nutrienti-osso, attraverso la digestione e l’assorbimento dei nutrienti;
- asse intestino-immunità-osso, attraverso la regolazione dell’infiammazione;
- asse intestino-cervello-osso, attraverso gli effetti del microbiota sugli ormoni e sull’asse neuroendocrino.
È importante sottolineare che la comunicazione è bidirezionale: non è soltanto il microbiota a influenzare lo scheletro, ma anche le modificazioni dello stato dell’organismo possono modificare la composizione del microbiota intestinale.
Microbiota e crescita: cosa hanno osservato gli studi?
Una parte importante della review riguarda gli studi condotti su bambini con problemi di crescita.
In diversi studi sono state osservate differenze nella composizione del microbiota tra bambini con crescita ridotta e bambini con crescita normale.
Per esempio, nei bambini con stunting, cioè un’altezza inferiore rispetto a quella attesa per l’età, sono state osservate modificazioni della composizione batterica intestinale.
Un dato particolarmente interessante è la riduzione di alcuni batteri produttori di butirrato, come Faecalibacterium, Megasphaera e Blautia, accompagnata in alcuni studi da una maggiore presenza di batteri potenzialmente pro-infiammatori, come Escherichia/Shigella e Campylobacter.
Anche nei bambini con deficit dell’ormone della crescita o bassa statura idiopatica sono state osservate modificazioni del microbiota, con una riduzione di alcuni batteri considerati favorevoli, come Faecalibacterium e Akkermansia, e un aumento di altri microrganismi.
Tuttavia, gli autori sottolineano un aspetto fondamentale: i risultati non sono sempre uguali tra i diversi studi.
Il microbiota varia moltissimo da persona a persona ed è influenzato da alimentazione, età, sesso, genetica, stile di vita e ambiente. Per questo motivo è probabilmente più importante identificare le funzioni svolte dai batteri che cercare un singolo batterio responsabile della crescita.
Il microbiota può realmente causare modificazioni della crescita?
Questa è una delle domande più importanti.
Dimostrare che due fenomeni sono associati non significa necessariamente che uno provochi l’altro.
Per questo motivo la review prende in considerazione anche studi sperimentali che cercano di dimostrare un rapporto di causalità.
Uno degli esperimenti più interessanti ha utilizzato topi privi di microbiota intestinale, ai quali è stato trasferito il microbiota proveniente da bambini malnutriti o da bambini sani.
Il microbiota proveniente da bambini malnutriti ha determinato nei topi una crescita compromessa, suggerendo che le caratteristiche della comunità microbica intestinale possano effettivamente contribuire ai problemi di crescita.
Questi risultati sono molto interessanti, ma devono essere interpretati con cautela: un risultato ottenuto nel topo non dimostra automaticamente che lo stesso meccanismo abbia la stessa importanza nell’uomo.
Gli SCFA: uno dei collegamenti più importanti tra intestino e ossa
Tra tutti i meccanismi analizzati dalla review, un ruolo centrale è attribuito agli acidi grassi a corta catena, conosciuti anche come SCFA (Short-Chain Fatty Acids).
I principali sono:
- acetato;
- propionato;
- butirrato.
Queste sostanze vengono prodotte dai batteri intestinali durante la fermentazione di determinati componenti della dieta, soprattutto delle fibre.
Gli SCFA potrebbero rappresentare uno dei principali collegamenti tra microbiota e sviluppo scheletrico.
Come possono agire gli SCFA?
Secondo la review, gli SCFA possono intervenire attraverso diversi meccanismi.
1. Possono favorire l’assorbimento dei nutrienti
Un microbiota in grado di produrre SCFA può contribuire a modificare l’ambiente intestinale e favorire l’utilizzo di alcuni minerali importanti per lo scheletro, tra cui il calcio.
Il calcio è naturalmente fondamentale per la mineralizzazione dell’osso, ma il suo assorbimento intestinale dipende da numerosi fattori.
2. Possono influenzare il sistema immunitario
Gli SCFA esercitano importanti effetti sul sistema immunitario e possono contribuire a mantenere una risposta immunitaria più equilibrata.
Questo è importante perché un’infiammazione eccessiva e persistente può interferire negativamente con la crescita.
3. Possono influenzare gli ormoni della crescita
Il microbiota e i suoi metaboliti possono interagire con l’asse GH/IGF-1, uno dei principali sistemi ormonali coinvolti nella crescita longitudinale dell’organismo.
4. Possono agire direttamente sulle cellule ossee
Gli SCFA possono inoltre influenzare l’attività di cellule coinvolte nella formazione e nel riassorbimento dell’osso.
Per questo motivo gli autori li considerano uno dei principali mediatori dell’asse intestino-osso.
Infiammazione, microbiota e sviluppo scheletrico
Un altro importante collegamento riguarda il sistema immunitario.
L’intestino rappresenta uno dei principali distretti immunitari dell’organismo e il microbiota interagisce continuamente con le cellule del sistema immunitario.
Quando questo equilibrio viene alterato, può aumentare la produzione di mediatori infiammatori.
Tra questi troviamo TNF-α, IL-1β e IL-6, molecole che, se presenti in quantità elevate, possono interferire con la crescita delle ossa.
Queste sostanze possono infatti:
- ridurre la proliferazione delle cellule della cartilagine di accrescimento;
- interferire con la loro maturazione;
- aumentare l’apoptosi, cioè la morte cellulare programmata;
- interferire con l’asse GH/IGF-1.
Un microbiota equilibrato potrebbe invece contribuire a mantenere una risposta immunitaria meno infiammatoria.
La review cita, ad esempio, il possibile ruolo dell’equilibrio tra linfociti Treg e Th17. Una maggiore attività dei Treg e una riduzione della risposta Th17 possono contribuire a ridurre l’infiammazione e l’attività degli osteoclasti, le cellule responsabili del riassorbimento osseo.
Il microbiota può influenzare anche le vie molecolari dell’osso
Il rapporto tra microbiota e scheletro potrebbe essere ancora più diretto.
Alcuni metaboliti prodotti dai batteri intestinali possono infatti influenzare vie di segnalazione coinvolte nella formazione del tessuto osseo, tra cui la via Wnt/β-catenina.
Questa via è importante per la differenziazione e l’attività degli osteoblasti, le cellule responsabili della formazione dell’osso.
Gli studi sperimentali indicano quindi che il microbiota potrebbe modificare direttamente l’espressione di alcuni fattori coinvolti nell’osteogenesi.
Anche in questo caso, però, gran parte delle evidenze deriva da modelli animali e sono necessari ulteriori studi nell’uomo.
Probiotici: possono aiutare la crescita?
Una delle prospettive più interessanti riguarda l’utilizzo dei probiotici.
Alcuni batteri appartenenti ai generi Lactobacillus e Bifidobacterium sono stati studiati per la loro capacità di influenzare positivamente l’asse intestino-osso.
Tra i meccanismi ipotizzati ci sono:
- miglioramento dell’assorbimento dei nutrienti;
- produzione di SCFA;
- modulazione del sistema immunitario;
- riduzione dell’infiammazione;
- influenza sull’asse GH/IGF-1;
- stimolazione delle vie coinvolte nella formazione ossea.
Alcuni studi sperimentali hanno mostrato risultati favorevoli e alcuni studi clinici hanno suggerito possibili effetti positivi sulla crescita.
Tuttavia, non è ancora possibile affermare che i probiotici siano una terapia per aumentare la statura dei bambini.
Gli effetti sembrano infatti dipendere dal ceppo utilizzato, dalla popolazione studiata, dalla dose e dalla durata del trattamento.
E i prebiotici?
Anche i prebiotici sono particolarmente interessanti.
Si tratta di componenti della dieta che vengono utilizzati dai batteri intestinali e possono favorire la crescita di determinate popolazioni microbiche.
Tra quelli analizzati nella review troviamo:
- inulina;
- FOS;
- GOS;
- XOS;
- amido resistente.
L’interesse nei confronti dei prebiotici deriva soprattutto dalla loro capacità di favorire la produzione di SCFA.
Alcuni studi hanno mostrato un aumento dell’assorbimento del calcio e possibili effetti favorevoli sulla mineralizzazione ossea.
Anche in questo caso, però, i risultati non sono uniformi e non tutti i prebiotici sembrano produrre gli stessi effetti.
Un approccio ancora più innovativo: gli alimenti “diretti” al microbiota
La review analizza anche una strategia più recente: i Microbiota-Directed Complementary Foods (MDCF).
Si tratta di alimenti progettati non semplicemente per fornire calorie e nutrienti, ma anche per modificare in maniera mirata il microbiota intestinale.
Uno studio condotto in bambini con malnutrizione ha mostrato risultati interessanti utilizzando un alimento di questo tipo, denominato MDCF-2, con miglioramenti della crescita rispetto a un alimento supplementare convenzionale.
È però importante non andare oltre ciò che gli studi dimostrano: questi risultati sono promettenti, ma non significano ancora che sia stato dimostrato un effetto diretto sulla struttura o sulla densità minerale dell’osso nei bambini.
Cosa significa tutto questo per la nutrizione?
La review porta a una considerazione importante: la salute dello scheletro non dipende soltanto dalla quantità di calcio che assumiamo.
Una corretta crescita ossea richiede infatti un insieme di condizioni favorevoli:
alimentazione adeguata + nutrienti sufficienti + attività fisica + corretta regolazione ormonale + equilibrio immunitario + microbiota intestinale funzionalmente sano.
In quest’ottica, una dieta che favorisca la diversità e la funzionalità del microbiota potrebbe rappresentare un elemento importante all’interno di uno stile di vita finalizzato alla salute e allo sviluppo.
Gli autori, tuttavia, non propongono una specifica dieta “per aumentare la statura” e non sostengono che assumere un determinato probiotico possa far crescere maggiormente un bambino.
Questo punto è fondamentale.
Cosa sappiamo e cosa ancora non sappiamo
Le evidenze disponibili permettono di considerare il microbiota intestinale come un potenziale regolatore dello sviluppo scheletrico, ma la ricerca è ancora in evoluzione.
Cosa sappiamo
Gli studi indicano che:
- il microbiota è associato allo sviluppo scheletrico;
- nei bambini con problemi di crescita sono state osservate alterazioni del microbiota;
- gli SCFA sembrano avere un ruolo importante;
- il microbiota può interagire con l’assorbimento dei nutrienti;
- può influenzare il sistema immunitario e l’infiammazione;
- può modulare l’asse GH/IGF-1;
- alcuni probiotici e prebiotici hanno mostrato risultati promettenti.
Cosa dobbiamo ancora capire
Sono invece necessari ulteriori studi per stabilire:
- quali specifiche popolazioni batteriche siano più importanti;
- quali funzioni microbiche siano realmente decisive;
- quali probiotici siano efficaci e in quali condizioni;
- quali dosaggi e quali durate siano necessari;
- quanto gli effetti osservati negli animali siano trasferibili all’uomo;
- se la modulazione del microbiota possa realmente migliorare in modo clinicamente significativo la crescita e lo sviluppo dello scheletro.
La grande variabilità individuale del microbiota rende questa ricerca particolarmente complessa.
Conclusioni
Il concetto di asse intestino-osso apre una prospettiva molto interessante nella ricerca sulla crescita e sullo sviluppo scheletrico.
Il microbiota intestinale sembra infatti essere molto più di un semplice insieme di microrganismi coinvolti nella digestione. Attraverso i suoi metaboliti, in particolare gli SCFA, e attraverso la modulazione dell’assorbimento dei nutrienti, del sistema immunitario, dell’infiammazione e dell’asse GH/IGF-1, potrebbe contribuire alla regolazione dello sviluppo dello scheletro.
Le evidenze più interessanti arrivano dagli studi sperimentali, mentre le prove cliniche nell’uomo sono ancora insufficienti per trasformare queste conoscenze in vere e proprie raccomandazioni terapeutiche.
Per il momento, quindi, il messaggio più corretto non è che “il microbiota fa crescere le ossa”, ma che il microbiota rappresenta un possibile importante regolatore dello sviluppo scheletrico e un nuovo campo di ricerca per comprendere meglio i problemi di crescita.
In futuro, una maggiore conoscenza dell’asse intestino-osso potrebbe permettere di sviluppare strategie nutrizionali e microbiota-targeted sempre più personalizzate per sostenere la salute e lo sviluppo durante l’infanzia e l’adolescenza.
Riferimento scientifico
Liu C, Yang Y, Guo S, Cao Y, Wang L-N, Wu C.
Gut microbiota-mediated regulation of skeletal development: A review of mechanistic analysis and interventional strategies.
Journal of Advanced Research. 2026;82:397–410.
DOI: 10.1016/j.jare.2025.07.033.
Questo articolo è una sintesi divulgativa dei contenuti della review scientifica originale. Le evidenze descritte nella review comprendono studi sperimentali e studi clinici; i risultati ottenuti nei modelli animali non possono essere automaticamente considerati dimostrati nell’uomo.

