A cura del Dr. Antonio Faraco – Biologo Nutrizionista

La stipsi cronica è uno dei disturbi gastrointestinali più diffusi. Si stima che colpisca milioni di persone e possa compromettere in modo significativo la qualità della vita, causando gonfiore, dolore addominale, senso di evacuazione incompleta e disagio quotidiano.

Molte persone cercano di risolvere il problema aumentando genericamente il consumo di fibre o ricorrendo a rimedi trovati sul web. Tuttavia, una domanda rimane fondamentale: quali strategie nutrizionali sono realmente supportate dalla ricerca scientifica?

Per rispondere a questo quesito, nel 2025 la British Dietetic Association (BDA) ha pubblicato le prime linee guida basate sulle evidenze scientifiche dedicate esclusivamente alla gestione nutrizionale della stipsi cronica negli adulti. Si tratta di un documento molto importante perché analizza in modo rigoroso tutti gli studi clinici disponibili e indica quali interventi alimentari sono realmente efficaci.

Che cos’è la stipsi cronica?

La stipsi cronica non significa semplicemente evacuare poco frequentemente. Può manifestarsi con diversi sintomi, tra cui:

  • meno di tre evacuazioni alla settimana;
  • feci dure e secche;
  • eccessivo sforzo durante la defecazione;
  • sensazione di svuotamento incompleto;
  • necessità di manovre manuali per evacuare;
  • gonfiore e fastidio addominale.

Le cause possono essere molteplici: alimentazione inadeguata, sedentarietà, scarsa idratazione, alterazioni della motilità intestinale, assunzione di alcuni farmaci oppure patologie specifiche.

Come sono state elaborate le nuove linee guida?

Gli esperti hanno esaminato 75 studi clinici randomizzati, valutando la qualità delle prove scientifiche mediante il sistema GRADE.

Sono state formulate 59 raccomandazioni, tutte basate sulle migliori evidenze disponibili.

L’obiettivo era capire quali alimenti, fibre e integratori siano realmente utili nel migliorare la stipsi cronica.

Non tutte le fibre sono uguali

Una delle conclusioni più importanti dello studio è che non tutte le fibre producono gli stessi benefici.

Per molti anni si è consigliato genericamente di “mangiare più fibre”. Le nuove evidenze dimostrano invece che il tipo di fibra è molto più importante della quantità.

Psyllium: la fibra con le migliori evidenze scientifiche

Lo psyllium rappresenta il trattamento nutrizionale che dispone delle prove scientifiche più solide.

Gli studi dimostrano che lo psyllium è in grado di:

  • aumentare il numero delle evacuazioni;
  • rendere le feci più morbide;
  • diminuire lo sforzo necessario per evacuare;
  • migliorare i sintomi della stipsi.

I benefici sono particolarmente evidenti con dosaggi superiori ai 10 grammi al giorno, sempre accompagnati da un’adeguata assunzione di acqua.

Come tutte le fibre fermentabili, anche lo psyllium può provocare un aumento della produzione di gas intestinali nelle prime settimane di utilizzo, effetto che spesso tende a ridursi con il tempo.

E le altre fibre?

Le linee guida hanno valutato anche altre tipologie di fibre.

Inulina

L’inulina può contribuire ad ammorbidire le feci, ma le prove non dimostrano un aumento significativo della frequenza delle evacuazioni.

Inoltre può causare gonfiore e meteorismo, soprattutto nei soggetti con intestino particolarmente sensibile.

Galatto-oligosaccaridi (GOS)

Le prove disponibili non mostrano benefici clinicamente rilevanti nel trattamento della stipsi cronica.

Polidestrosio

Anche per questa fibra le evidenze scientifiche risultano limitate e non consentono di raccomandarne l’utilizzo come trattamento specifico.

I probiotici funzionano?

Negli ultimi anni i probiotici sono stati proposti come soluzione per numerosi disturbi intestinali.

Le nuove linee guida forniscono una risposta equilibrata.

Alcuni probiotici possono aumentare modestamente il numero delle evacuazioni, ma i benefici dipendono dal ceppo batterico utilizzato.

Non tutti i probiotici sono uguali e non tutti hanno dimostrato efficacia contro la stipsi.

Per questo motivo è importante evitare il fai-da-te e scegliere prodotti supportati da studi clinici.

Kiwi: un rimedio naturale con solide evidenze

Tra gli alimenti che hanno dimostrato un’efficacia significativa spicca il kiwi.

Diversi studi hanno osservato che il consumo regolare di kiwi può:

  • aumentare la frequenza delle evacuazioni;
  • migliorare la consistenza delle feci;
  • ridurre il disagio intestinale.

L’effetto sembra dipendere sia dal contenuto di fibre sia da particolari enzimi e composti bioattivi presenti nel frutto.

Anche le prugne sono efficaci

Le prugne rappresentano uno dei rimedi tradizionali più conosciuti e la ricerca scientifica conferma la loro utilità.

Il loro effetto è attribuibile alla combinazione di:

  • fibre alimentari;
  • sorbitolo naturale;
  • composti fenolici.

Questi elementi favoriscono l’idratazione delle feci e ne facilitano il transito intestinale.

Pane di segale

Anche il pane di segale ha mostrato risultati favorevoli.

Rispetto al pane di frumento può favorire una migliore regolarità intestinale grazie alla composizione delle sue fibre.

Acque minerali ricche di magnesio

Le linee guida evidenziano che alcune acque minerali ricche di magnesio e solfati possono contribuire a migliorare la funzionalità intestinale.

Naturalmente non tutte le acque minerali possiedono queste caratteristiche: il contenuto di minerali varia infatti da una sorgente all’altra.

Ossido di magnesio

Anche l’ossido di magnesio viene considerato un’opzione efficace in alcuni pazienti.

Il magnesio richiama acqua all’interno dell’intestino, rendendo le feci più morbide e facilitandone l’espulsione.

L’utilizzo deve comunque essere valutato dal professionista sanitario, soprattutto nei soggetti con patologie renali o altre condizioni cliniche.

Esiste una dieta specifica per la stipsi?

Uno degli aspetti più sorprendenti delle nuove linee guida riguarda proprio questo punto.

Nonostante sia diffusa la convinzione che basti seguire una “dieta ricca di fibre”, gli autori concludono che non esistono ancora prove scientifiche sufficienti per raccomandare uno specifico modello alimentare come trattamento della stipsi cronica.

Le evidenze migliori riguardano invece alcuni alimenti e specifiche fibre, piuttosto che una dieta nel suo complesso.

Cosa possiamo imparare da queste linee guida?

Le nuove raccomandazioni cambiano il modo di affrontare la stipsi cronica.

Il messaggio più importante è semplice:

non basta aumentare genericamente le fibre, ma è fondamentale scegliere quelle giuste.

Attualmente gli interventi nutrizionali con il miglior supporto scientifico sono:

  • psyllium;
  • kiwi;
  • prugne;
  • pane di segale;
  • acque minerali ricche di magnesio;
  • ossido di magnesio (quando indicato);
  • probiotici selezionati con efficacia documentata.

Naturalmente ogni persona presenta caratteristiche diverse e il trattamento deve essere personalizzato in base alla causa della stipsi, allo stile di vita, alle eventuali patologie e alla tolleranza individuale degli alimenti.

Una valutazione nutrizionale specialistica permette di individuare il percorso più adatto, evitando restrizioni inutili o rimedi poco efficaci.

Referenza scientifica

British Dietetic Association. British Dietetic Association Guidelines for the Dietary Management of Chronic Constipation in Adults. Journal of Human Nutrition and Dietetics. 2025.