Il sucralosio (E955) è uno dei dolcificanti artificiali più diffusi. Viene usato come sostituto dello zucchero per ridurre le calorie e gestire obesità e diabete, ma le recenti ricerche ne hanno messo in luce anche effetti meno rassicuranti.
Che cos’è il sucralosio
Si tratta di un composto clorurato, circa 600 volte più dolce del saccarosio, stabile al calore e utilizzato in numerosi prodotti alimentari e bevande. È stato individuato anche nel latte materno e attraversa la barriera placentare. La sua struttura chimica lo rende altamente persistente, in modo simile ai PFAS.
Stress ossidativo
Diversi studi hanno dimostrato che il sucralosio può aumentare la produzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS), innescando processi infiammatori, danni al DNA, alterazioni epatiche, effetti neurotossici e disbiosi intestinale. È stato osservato anche che può potenziare la tossicità di altre sostanze chimiche come il benzo[a]pirene e il bisfenolo A.
Gli effetti risultano più evidenti a dosi elevate o in caso di esposizioni prolungate, con collegamenti a disturbi metabolici e cardiovascolari.
Stress genomico
I dati non sono univoci: se studi più vecchi non rilevavano genotossicità, ricerche recenti hanno documentato alterazioni cromosomiche, frammentazione del DNA e potenziale cancerogenicità. Particolare attenzione viene data ai derivati del sucralosio, come il 6-acetil-sucralosio e il 6-clorofruttosio, che mostrano effetti genotossici più marcati. Inoltre, il sucralosio sembra modulare l’espressione di geni coinvolti in processi infiammatori e metabolici.
Impatto ambientale
Il sucralosio è estremamente persistente nell’ambiente: è stato trovato in acque superficiali, falde sotterranee e persino nelle barriere coralline.
- Non è biodegradabile.
- Può alterare le comunità microbiche.
- Favorisce il trasferimento di geni di resistenza agli antibiotici.
- La sua degradazione termica e fotochimica produce composti tossici come diossine e cloroaromatici.
Strategie di mitigazione e alternative
Per ridurre l’impatto ambientale si stanno studiando tecniche di rimozione, tra cui processi Fenton, biochar ed elettrolisi a membrana. Parallelamente, la ricerca si orienta verso dolcificanti naturali e biodegradabili come stevia, neoesperidina, perillartina e miraculina. Queste alternative, oltre a dolcificare, presentano spesso proprietà antiossidanti.
Conclusioni
Il sucralosio non è privo di rischi: può indurre stress ossidativo, stress genomico e persistenza ambientale. Mancano studi a lungo termine e approfondimenti sugli effetti combinati con altre sostanze. Per questo, la comunità scientifica invita a un uso prudente, a monitoraggi ambientali costanti e a promuovere sostituti naturali più sicuri e sostenibili.
📖 Fonte scientifica:
Fiorito, S., et al. Sucralose: A Review of Environmental, Oxidative and Genomic Stress. Nutrients, 2025; 17(4):2199. MDPI. https://doi.org/10.3390/nu17042199

